Consumi e partecipazione politica. Tra azione individuale e mobilitazione collettiva

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A cura di Simone Tosi, FrancoAngeli Editore, Milano, 2006

Contributi

Massimiliano Andretta, Gisèle Belem, Emmanuelle Champion, Sophie Dubuisson-Quellier, Maria Fabbri, Mariona Ferrer-Fons, Francesca Forno, Corinne Gendron, Boris Holzer, Claire Lamine, Alain Lapointe, Marie-France Turcotte

Fare politica attraverso le scelte di consumo è una forma di impegno che ha visto un grande sviluppo in tutti i paesi occidentali. Sempre più persone adottano comportamenti di consumo non esclusivamente guidati da criteri di natura economica né soltanto riconducibili a opzioni di gusto o di benessere personale: nelle scelte intervengono sempre più spesso criteri di carattere etico. Così per l’adesione a campagne di boicottaggio di un certo marchio o prodotto, così per le azioni di consumo politico « positivo », che premiano cioè, attraverso l’acquisto, imprese che si considerano più corrette o coerenti con i propri orientamenti etici.

Da una decina d’anni a questa parte anche in Italia queste forme di impegno - che nel dibattito internazionale vengono indicate con l’espressione political consumerism - hanno trovato una notevole diffusione, nelle diverse forme: comportamenti « socialmente responsabili » come il consumo critico, il risparmio e l’investimento etico; la scelta di stili di vita sobri; l’adesione a campagne di boicottaggio. L’introduzione nelle scelte di consumo di ragioni di carattere altruistico e il rinvio all’interesse pubblico conferiscono a queste pratiche un possibile carattere politico: un dato di grande interesse in un momento in cui viene denunciato un declino della partecipazione politica tradizionale. Ma la politicità di queste pratiche è in discussione: in bilico tra sfera privata e sfera politica, tra stile di vita e azione di movimento, esse non possono facilmente essere inquadrate negli schemi tradizionali della partecipazione politica.

Questo volume intende offrire al lettore un’introduzione critica al consumerismo politico, che faccia da ponte tra il già vivace dibattito internazionale e le specificità del caso italiano. Il volume - corredato da un’ampia bibliografia - illustra le dimensioni e le caratteristiche del fenomeno, in particolare per quanto riguarda l’Italia; inquadra il consumerismo come forma di partecipazione politica e come espressione dei nuovi movimenti sociali; discute i problemi che il consumerismo solleva e le critiche che a tali pratiche vengono mosse, soprattutto per ciò che concerne i limiti del consumerismo politico come pratica individuale.